Una stampante 3D per replicare i tesori dell’Antico Egitto. Ecco il progetto del Museo Egizio di Torino.

Ci siamo. L’obiettivo è ormai raggiunto! Il Museo Egizio di Torino di doterà della prima stampante 3D a stereolitografia, una Formlabs Form 3+. Come è stato possibile? Grazie ad una campagna di crowdfunding, lanciata il mese scorso appunto dallo stesso Museo. Partner dell’iniziativa Formlabs e 3DiTALY, da sempre attivi nella promozione del recupero e della tutela dei Beni Culturali. 

Una stampante 3D nel Museo Egizio per la didattica e la divulgazione

Secondo il Museo di Torino, l’acquisto della stampante 3D Form 3+, in grado di riprodurre con precisione millimetrica opere indistinguibili nella forma dalle originali, aprirà a nuovi progetti didattici e di accessibilità e a nuove opportunità di ricerca. Sappiamo che il Museo Egizio di Torino da 200 anni si prende cura di una collezione che conta oltre 40.000 reperti, testimonianza di un patrimonio che appartiene all’umanità. L’utilizzo di tecnologie innovative è fondamentale per continuare a curare la collezione, studiarla e realizzare nuovi progetti di restituzione al pubblico. L’acquisto di una stampante 3D Formlabs aprirà nuovi orizzonti in tal senso. Le riproduzioni 3D, indistinguibili nella forma dalle opere originali, potranno essere toccate con mano. Saranno dunque risorse tangibili per progetti didattici e di accessibilità. Questo significa poter far uscire le repliche dalle mura del museo, portarle nelle scuole o negli ospedali, far toccare e fruire gli oggetti in modo nuovo: non solo guardarli, ma anche capirne la forma e i dettagli attraverso il tatto

3DiTALY con la sua sede protagonista nella preservazione del patrimonio culturale di Torino

La sede 3DiTALY di Torino, che già da anni collabora con il Museo Egizio, ha partecipato in prima linea a questo progetto. E’ 3DiTALY, infatti, distributore certificato Formlabs, che fornisce al museo la stampante 3D acquistata tramite crowdfunding.

La campagna si era data l’obiettivo, raggiunto in poco tempo grazie ai numerosi sostenitori del Museo da tutto il mondo, di raccogliere 5.000 Euro. La somma va a coprire l’acquisto della stampante Form 3+ , le cartucce di resina per realizzare le stampe e un pacchetto di formazione fornito da 3DiTALY.  La Formlabs Form 3+ è stata una vera e propria game changer nel settore della stampa 3D. Ha permesso a molte aziende di arrivare ad una qualità industriale con investimenti accessibili. Formlabs con questa macchina ha superato la tecnologia SLA con il nuovo sistema brevettato LFS (Low Force Stereolithography). La tecnologia LFS ha permesso una calibrazione intelligente della potenza del laser in base alla struttura del modello.

Scopri la campagna di crowdfunding

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Una replica di Ramesse II ottenuta attraverso un workflow testato negli anni

La sede 3DiTALY di Torino non si è limitata a fornire solo la stampante 3D. Questa campagna di crowdfunding inaugurata dal Museo Egizio ha visto diverse giornate/evento di lancio. 3DiTALY, attraverso la sua sede di Torino, ha contribuito perciò anche a questi eventi. 3DiTALY ha infatti stampato in 3D per questi eventi una replica in scala del monumento a Ramesse II in basanite nera, sito appunto al Museo Egizio, a Torino.Il workflow per ottenere questo tipo di repliche stampate in 3D è ben esplicato in un corso di formazione della nostra scuola specialistica DamA. Parliamo del corso di Restauro Digitale per i Beni Culturali. Un corso che parte da rilievi fotogrammetrici e scansione 3D a luce strutturata per arrivare al post-processo e ritocco degli output tramite software di scultura digitale (ZBrush).

Corso di Restauro digitale per i Beni Culturali

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La stampa 3D, una risorsa per i Beni Culturali

3DiTALY non è nuova all’impiego delle nuove tecnologie, come scanner 3D e stampanti 3D, applicate al settore dei Beni Culturali.  La stampa 3D sta emergendo come un’innovativa risorsa per la preservazione dei Beni Culturali, offrendo soluzioni tempestive ed economiche per la replicazione di reperti archeologici e opere d’arte danneggiate. Le tecnologie di stampa 3D hanno aperto nuove frontiere nel settore dei musei e dell’archeologia, consentendo la creazione di dettagliate repliche espositive. Questa metodologia non si limita alla mera riproduzione, ma rappresenta una risorsa straordinaria per superare barriere sensoriali, aiutando le persone non vedenti a esplorare e comprendere sculture o manufatti attraverso oggetti riprodotti in tre dimensioni. Inoltre, la stampa 3D offre opportunità nell’ambito della ricerca, della didattica e della catalogazione dei Beni Culturali. Ma anche nello stesso restauro. Materiali sempre più efficienti e stampabili in 3D sono stati impiegati per riprodurre elementi scultorei danneggiati dal tempo, dimostrando l’efficacia di queste tecnologie all’avanguardia nel preservare il nostro patrimonio culturale. La loro accessibilità e versatilità stanno contribuendo significativamente al progresso nella digitalizzazione dei Beni Culturali.

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