STAMPA 3D RECORD: ECCO COM’È NATO IL PLASTICO DI ROMA CHE STA INCANTANDO IL MAXXI.

Insieme all’architetto Marco Galofaro e il suo team, abbiamo affrontato una sfida di notevole portata, con implicazioni storiche: la realizzazione di un grande modello urbanistico di Roma destinato alla mostra a cura di Ricky Burdett “ROMA NEL MONDO” presso il MAXXI. Non si trattava di un semplice plastico, bensì di una riproduzione che richiedeva un altissimo livello di dettaglio in tempi estremamente ristretti. Noi di 3DiTALY abbiamo accolto la sfida. Il nostro ruolo è stato non solo tecnico, ma strategico. Abbiamo fornito consulenza sui materiali ottimali per la successiva colatura e implementato una strategia logistica e tecnologica avanzata. L’elemento cruciale della nostra operazione è stato l’utilizzo di un sistema integrato di stampanti 3D a resina Formlabs Form 4L, gestite con rapidità ed elevata efficienza. L’inaugurazione del 16 dicembre 2025 al MAXXI ha rappresentato il culmine di un lavoro che ci ha visto protagonisti nella realizzazione di un’opera di profondo significato.

Il contesto: la mostra del MAXXI “Roma nel Mondo”

Roma è un ecosistema urbano complesso e un unicum storico-architettonico di rilevanza mondiale, fondamentale nell’evoluzione di tutte le città. La mostra del MAXXI “ROMA NEL MONDO” ne ha ricalibrato la posizione globale. Attraverso dati e proiezioni, la mostra ha svelato la sua realtà spaziale, sociale ed economica, confrontandola con le altre metropoli del mondo. La mostra, che già presenta molte parti stampate in 3D, si conclude con un enorme plastico dell’Urbe, composto da mattonelle di argille ottenute a partire da calchi stampati in 3D.

Come nasce l’opera per il Maxxi curata dall’architetto Marco Galofaro 

Marco Galofaro è un architetto ed esperto in modellazione architettonica 3D avanzata. E’ lui che ha progettato curato e coordinato la realizzazione del modello su larga scala di Roma, culmine dell’esposizione stessa. Insieme al curatore,  Ricky Burdett, Architetto di rilievo internazionale e professore di Urban Studies alla London School of Economics, Galofaro ha deciso di far parlare la stessa città, attraverso la sua forma e la sua estensione. Da qui nasce l’idea del plastico. L’impresa di riuscire a trasferire il progetto alla realtà tridimensionale è stata complessa ma ricca di stimoli. Galofaro è partito realizzando il modello in CAD. Le modifiche sono state davvero tante, considerando le tante strutture urbane di Roma che si dovevano rappresentare. Ora, realizzare un modello urbanistico in una scala così importante, con questa quantità di dettagli, comporta problemi tecnici enormi.

Diventa critico, soprattutto quando i tempi di consegna sono stretti. Ad esempio, spesso vanno sostituiti componenti in tempo rapidissimo. È qui che si è arrivati all’intuizione: utilizzare la stampa 3D. L’unica tecnologia che garantisce un controllo costante su tutto il processo.

Nel processo di estrazione e ottimizzazione delle geometrie della mappa di Roma è stato fondamentale il software CAD Rhinoceros. Le nostre sedi sono tutte A.r.t.c. (Authorized Rhino Training Center): centri specializzati nell’insegnamento della teoria NURBS! Impara Rhino con i nostri corsi di livello 1 e 2.

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3DiTALY parte attiva del processo di realizzazione 

Dall’intuizione di accelerare i processi grazie alla stampa 3D, entra in scena 3DiTALY. Marco Galofaro e il suo team scelgono infatti come noi come specialisti di settore. Abbiamo contribuito al progetto con una consulenza sui materiali giusti e con il supporto logistico necessario. I tempi erano strettissimi. 3DiTALY proprio in questi casi garantisce una  rapidità di consegna dei materiali costante e impeccabile. In questo caso specifico la scelta della tecnologia additiva specifica è stata quasi obbligata: la stereolitografia. Per un lavoro che doveva essere fatto così in fretta, con quel livello di precisione geometrica e su quella scala, solo questa tecnologia poteva garantirci il risultato: la stampa 3D a resina LFS Formlabs. Non c’era alternativa. La necessità era infatti di produrre centinaia di stampi in tempi record.

La tecnologia abilitante: Formlabs Form 4L

Le Formlabs Form 4L sono state la chiave per portare a termine il progetto. L’esigenza era quella di produrre quando più velocemente possibile  la totalità delle mattonelle e garantire un’alta qualità. Abbiamo perciò optato per la resina Fast model (velocità di stampa) in combinazione con le potenzialità della build plate flexible (velocità nella post produzione). Il passo successivo è stato aumentare la scala. Ci siamo occupati di installare e gestire subito una Print Farm di 3 stampanti Formlabs Form 4L, dedicate a sfornare continuamente gli stampi delle mattonelle. Per velocizzare al massimo, sono state alimentate con taniche di resine Fast Model da 5 litri. Abbiamo prodotto così in pochi giorni ben 953 stampi delle mattonelle. Per farlo, abbiamo utilizzato ben 1000 litri della resina Fast Model.  Il tutto per coprire un’area del plastico dei ben 48 mq (7,13 m x 6,8 m). Il tempo di stampa medio per realizzare una mattonella grande 17×17 cm, con resina Fast model, è stato di 15 minuti. I 99 pannelli complessivi da circa 12 mattonelle ognuno, che costituiscono il plastico,sono stati completati in appena 26 giorni. E’ importante ricordare che, usando un’altro tipo di tecnologia, cioè la stampa 3D FDM, sarebbero stati necessari almeno due mesi per completare l’opera.  

Un’altra nota rilevante: le 951 stampe sono riuscite al primo colpo. Solo due stampe hanno fallito, ma semplicemente perché erano stati settati i parametri sbagliati dall’operatore. Parliamo perciò di una tecnologia pressoché infallibile.  Le Formlabs Form 4L hanno una velocità impressionante.
Questa tecnologia permette di affrontare un’opera imponente, come quella descritta in questo case history, senza intoppi. Una Form 4L può “sfornare” continuamente modelli, alimentandosi con taniche di resina da 5 litri. Un dettaglio chiave: la loro build plate flessibile che permette di rimuovere parti in modo rapido.

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Step finali: la colatura della terracotta

Ma la stampa 3D era solo un tramite per arrivare all’opera finale. Come accennato, è stata necessaria per realizzare stampi, ossia gusci matrici per contenere le mattonelle finali vere e proprie, realizzate in un materiale tradizionale ed evocativo: la terracotta. Come spiega Marco Galofaro “dal modello CAD 3D abbiamo ottenuto il negativo: gusci iper-dettagliati di resina stampata in 3D. Questi sono stati quindi utilizzati come stampi per effettuare la colatura. Ma non abbiamo scelto un materiale a caso. Abbiamo voluto la terracotta per la sua capacità di raccontare, per quella texture che ti riporta subito ai materiali storici di Roma”. Come si sa infatti la Roma imperiale aveva stupendi edifici in marmo, ma l’anima delle murature era uno “scheletro” di mattoni in terracotta, molti dei quali sono ancora visibili. 

Ogni singola mattonella è stata colata a mano. È stato un lavoro artigianale che ha infuso nel modello una vera sensazione di materialità e storia, creando un ponte tattile tra l’alta tecnologia e l’antichità della Città Eterna. 

L’esposizione finale al MAXXI

Questo modello dimostra che la tecnologia, quando la usi bene, può dare nuova voce alla storia. Il plastico completato è imponente e cattura immediatamente lo sguardo nella sala dove è allocato. In più, comunica con lo spettatore attraverso un videomapping che proietta infografiche e mappe concettuali sulla sua superficie materica. La sua scala permette al visitatore di percorrere Roma con lo sguardo e di stratificare le informazioni proiettate: dai flussi migratori alla densità del verde. L’opera diventa uno strumento vivo che spinge a riflettere sul futuro della capitale. Roma viene pertanto rappresentata non come una semplice  forma urbana su una mappa, ma come un organismo vivo e pulsante. Il posizionamento del modello al MAXXI è cruciale. Non è un semplice oggetto, ma il cuore pulsante dell’esposizione “Roma nel Mondo”.

Come 3DiTALY, in collaborazione con i nostri partner Formlabs, siamo felici di essere stati parte integrante di un lavoro così straordinario. Progetti del genere ci coinvolgono emotivamente. Abbiamo dato il nostro contributo ad un’esperienza epica e analitica: abbracciare per un attimo l’essenza di una Roma molteplice, per capirla e contemplarla nella sua totalità.”

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