Scopri la nostra selezione dei migliori materiali per la stampa 3D, ordinati per le massime prestazioni in termini di Resistenza all'Urto.
Per i vostri progetti di stampa 3D, ecco una classifica da considerare se cercate materiali con un’elevata resistenza agli urti. Migliore è la capacità di un materiale di resistere agli impatti, più alto risulta il valore misurato; questo parametro indica infatti la resistenza complessiva. Tecnicamente, la resistenza all’impatto esprime la quantità di energia (in J/m) che un campione assorbe rompendosi o deformandosi. Per rendere il concetto semplice: immaginate un materiale che resiste a urti improvvisi, proprio come un calciatore che incassa una pallonata. Si misura così la capacità di un componente di sopportare impatti meccanici di varia intensità, un tema che sta suscitando un interesse sempre più tangibile.
Il test di resistenza all’urto Izod con intaglio misura la tenacità valutando l’energia assorbita da un campione colpito da un pendolo. Il valore, espresso in J/m o J/m2, deriva dalla differenza di altezza del pendolo prima e dopo l’impatto. Esiste anche il test di impatto Charpy, simile ma più comune per i metalli, ed entrambi possono essere eseguiti con o senza intaglio. Tuttavia, poiché il test Izod utilizza campioni spessi spesso non rappresentativi della plastica reale, si preferisce il test di resistenza all’urto Gardner (ASTM D4226). Quest’ultimo misura la tenacità su fogli sottili lasciando cadere un peso sul campione, risultando più indicativo delle reali prestazioni sul campo grazie alla sua geometria più vicina a quella delle parti stampate.